Ristorante Ratanà

Una villa liberty dei primi ‘900 all’interno della sede della Fondazione Riccardo Catella, incastonata nel quadro avveniristico del rinnovato quartiere Garibaldi/Porta Nuova/Isola, tra cui spiccano il Palazzo della Regione Lombardia e il Bosco Verticale dell’architetto Boeri, piazza Gae Aulenti e i palazzi di Unicredit.
Cesare Battisti e Danilo Ingannamorte danno vita al Ratanà nel 2009, con l’idea di farlo diventare il punto di riferimento di tutti gli appassionati di cucina tradizionale milanese moderna, attenti alla qualità delle materie prime, del cibo e del vino.
Dal 2012 Cesare Battisti e la sommelier Federica Fabi gestiscono con estro e dedizione la cucina e la sala, creando un’atmosfera che parla di tradizione e modernità, non solo in cucina e nel servizio, ma anche negli arredi e nei numerosi dettagli del locale. Amici e soci sono Chiara Bersanelli e Marco Fumagalli, lei dal 2012 nel nostro staff a coordinare la parte amministrativa, le relazioni con i dipendenti e la pianificazione della banquettistica e degli eventi, lui dermatologo e consigliere comunale, è prima di tutto grande pescatore a mosca compagno di mille avventure di Cesare, ma anche grandissimo appassionato della buona gastronomia.
Il progetto degli interni del ristorante, curato da Rga Studio di Milano , nasce con la volontà di esprimere il legame tra il Ratanà e il territorio, ad esempio attraverso l’utilizzo di materiale ferroso di recupero che ricorda la ferrovia un tempo presente nella zona, rilavorato per la boiserie e parte degli arredi.

Il bancone in bardiglio è illuminato da lampade “Acquatinta” di Michele de Lucchi, le sedute sono disegnate da Paola Navone per Gervasoni e la parete frontale ospita l’opera “#0305Palermo” (2006, C – print su plexiglass, cm 180×230) dell’artista Carlo Valsecchi.
Da dove nasce l’idea del nome Ratanà? Ci siamo ispirati alla figura di Don Giuseppe Gervasini, el pret de Ratanà, prete-guaritore vissuto a Milano a cavallo del Novecento.
Nacque qui, nell’allora difficile quartiere dell’Isola-Porta Garibaldi, da una famiglia di osti che gestiva una locanda in via Borsieri.
Figura controversa e difficile da decifrare, rimane nella memoria di migliaia di milanesi come un religioso dal carattere un po’ scontroso ma di animo versato al prossimo, che curava con erbe coltivate in giardino. Il soprannome Ratanà deriva dalla località di Retenate, non più esistente, adesso nel comune di Limbiate, dove ne aveva tenuto la parrocchia per parecchio tempo.

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